romarche.jpg

Il tema della rappresentazione del reale e dell’identità è stato sintetizzato per la decima edizione di Romarché nel binomio tra “scapes” (termine inglese ampio e corale, fatto di fughe, scenari, panorami, immagini), biunivocamente spinti all’esterno come atto di conoscenza del mondo e all’interno come immagini di sé e di identità relazionali, diventando il fulcro e il tenore di una ricerca che ha l’obiettivo di interrogarsi sul ruolo della percezione e sulla ricostruzione cognitiva delle realtà nella pratiche attive (siano esse di carattere politico, siano esse intime e riferite alla sfera della persona).

In questa direzione sono state scelte due dimensioni: una, pubblica e aperta, dedicata al paesaggio, inteso in senso lato come rappresentazione complessa dello spazio esterno, antropico e antropizzato; un’altra, riferita alla rappresentazione identitaria del sé e concentrata su una figura elementare e basica, primaria e primordiale, nella socialità umana: la madre.

In due giornate distinte, si affronteranno queste due prospettive in una doppia modalità: da momenti in cui esperti e studiosi trattano i temi come approfondimenti specialistici in sessioni più propriamente seminariali; a spazi di comunicazione più ampia, in cui gli argomenti sono portati all’interesse di un pubblico vasto attraverso conversazioni e dialoghi tra rappresentanti di vari ambiti, la cui differenziazione disciplinare e le multiformi capacità espressive possono generare forme di linguaggio e comunicazione di sicura efficacia e attrattività.


Prima giornata: Landscapes - Paesaggi

Da anni il tema del paesaggio è diffusamente introdotto e discusso in più ambiti disciplinari, assumendo connotazioni vaste e innovative, soprattutto nelle applicazioni accolte a livello di politiche economiche e sociali in ambito territoriale.

Parlare del paesaggio oggi significa riformulare l’idea stessa di territorio, sia da un punto di vista estetico che etico, e approcciarlo come sistema interconnesso di fattori in costante evoluzione su cui si intersecano temi fondamentali come sussistenza, sostenibilità, benessere e identità: un punto cardine nella trattazione delle relazioni tra conoscenza e vita quotidiana, tra lascito storico-culturale e strategie socioeconomiche di sviluppo.

In questa direzione, la Fondazione Dià Cultura, seguendo le proprie finalità istituzionali, volte principalmente alla valorizzazione del patrimonio culturale, ha deciso di intraprendere in Romarché 2019 una riflessione collettiva sullo stato dell’arte nei temi della definizione e della gestione del paesaggio.


Seconda giornata: Mindscapes - Maternità

La maternità come scenario disteso e ricchissimo di rappresentazione del femminile nella composizione attiva dei vari contesti sociali (famiglia, società, stato) viene indagato in un’ottica storica e antropologica che mira alla verifica della continuità rispetto a contesti ed epoche per una restituzione contemporanea del ruolo e del valore del femminino, elemento di salvaguardia e innovazione sociale. (A breve pubblicheremo il programma completo)

Per questa giornata non è prevista una call for papers.